Funerali vescovo Pichierri, una diocesi unita in preghiera

De Giorgi celebrante, feretro portato a spalle dai presti

«Padre e guida amorevole per il suo popolo». Il cardinale Salvatore De Giorgi ha ricordato così durante la sua omelia il vescovo Giovanni Battista Pichierri improvvisamente scomparso la mattina dello scorso 26 luglio a causa di un infarto. Sua Eminenza ha associato la figura del porporato all’icona del Buon Pastore nella sua triplice funzione di maestro, santificatore e guida del suo popolo. E Pichierri la diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie l’ha guidata per ben 17 anni. Con le sue mani ha unto e quindi consacrato intere generazioni di sacerdoti, gli stessi che al termine della messa hanno portato la bara sulle spalle fino al carro funebre. In cattedrale a Trani non c’era posto neanche per assistere in piedi alla celebrazione. Erano presenti tutto il clero, i vescovi, le autorità e i parenti giunti da Sava nel tarantino. Un’intera diocesi, cioè 7 città (oltre alle tre titolari c’erano Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Corato), si è riunita in preghiera per vedere per l’ultima volta il suo vescovo. Anche se per i fedeli la vita certamente non è finita, anzi è solo l’inizio per la vita vera, quella eterna.

«Padre voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove io sono, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato». Il cardinale De Giorgi, prendendo in prestito le parole del Vangelo di Giovanni, ha affermato: «Questo è un tratto della preghiera che rivela non solo il desiderio ma l’ansia struggente e la volontà risoluta del maestro perché i suoi apostoli fossero sempre con lui nel tempo e nell’eternità. Essere con lui per contemplare la sua gloria è l’origine di ogni vocazione cristiana, soprattutto di quella sacerdotale ed episcopale. Quello di monsignor Pichierri è stato un servizio per la Chiesa, mistero di comunione e di missione durata 50 anni». Il vescovo, infatti, era prossimo al suo 50esimo anniversario di sacerdozio e aveva già abbozzato il discorso che avrebbe voluto leggere dopo la celebrazione, come ha riferito il vicario e sostituto pro tempore don Peppino Pavone: «Monsignor Pichierri ha chiesto, prima di congedarsi, che il sinodo, da lui voluto, fosse la magna carta della pastorale diocesana da seguire, migliorandola sotto la guida dell’arcivescovo che gli sarebbe succeduto». Un grazie particolare è stato dato alle suore che hanno condiviso ogni istante di vita privata col vescovo, prendendosi cura di lui, fino al ritrovamento del corpo esamine in casa. Alle persone che gli sono state vicine e alla sua gente aveva scritto un messaggio che si concludeva con tre parole che meglio descrivono chi era l’uomo Giovanni Battista Pichierri: «Vi voglio bene».