Pagine della nostra Storia nella Biblioteca “Mons. V. Morra”

Venerdì alle ore 18 sulla Chiesa della Madonna di Costantinopoli

In Primavera Trinitapoli ha ottenuto il riconoscimento dal “Centro per il libro e la lettura” del Ministero per i Beni e le Attività culturali, di “Città che legge”. Trinitapoli può fregiarsi di tale titolo grazie alla capillare promozione della lettura svolta sia dalla Biblioteca Comunale “Mons. V. Morra, gestita attualmente dalla cooperativa Lilith Med 2000, sia da associazioni e scuole che annualmente si impegnano in attività di sensibilizzazione verso la lettura con lo scopo di renderla un’abitudine sociale diffusa fra tutti i cittadini.

Il 15 Settembre è stato firmato il “Patto locale per la lettura” fra l’Amministrazione Comunale di Trinitapoli e una serie di soggetti (Scuole, Associazioni), che individuano nella lettura una risorsa strategica, condividendo l’idea, che leggere sia un valore su cui investire per la crescita di Trinitapoli. In tale contesto di promozione della lettura si inserisce l’iniziativa promossa dalla sede locale dell’Archeoclub, finalizzata a “leggere” la città sia attraverso i libri di storia locale, sia – nella sua dimensione vera – attraverso le sue strade, le case, le chiese, i palazzi, il centro storico, le tradizioni, i personaggi e i momenti di vita vissuta.

Il progetto dell’Acheoclub, che ha il titolo di “Pagine della nostra Storia”, prenderà vita con incontri a cadenza mensile nella Sala Conferenze della Biblioteca Comunale “Mons. V. Morra”. Il primo incontro si svolgerà Venerdì 10 novembre, alle ore 18, con una relazione del Prof. Pietro di Biase su “La Chiesa della Madonna di Costantinopoli a Trinitapoli”. L’argomento servirà a recuperare alla memoria storica la vicenda di una chiesa di cui si era perso il ricordo, ripercorrendone le vicende nel corso dei secoli: dalla sua origine, ad opera di quei flussi di migranti slavi che approdarono sulle nostre coste dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, al suo abbandono. L’intitolazione alla Madonna di Costantinopoli evoca i legami con la terra d’origine e le tradizioni religiose che quei popoli si portarono dietro.