Trinitapoli, i vangeli si scrivono in dialetto

Trinitapoli, i vangeli si scrivono in dialetto

Opera di un maestro di scuola elementare in pensione

Tutto è nato dalla traduzione in dialetto di un testo di Catullo definito «profano», poi l’autore si è accorto che il casalino aveva una buona resa e ha provato a tradurre prima le parabole di Luca poi gli altri vangeli. L’idea è nata a Trinitapoli da Peppino Lupo, maestro di scuola elementare in pensione, che ha voluto riscrivere nella lingua del posto alcune pagine delle opere bibliche dei quattro evangelisti. Lui si definisce: «L’ultimo dialettofono vivente a Trinitapoli». Il suo studio è un po’ il suo laboratorio dove, fra le Olivetti e le Canon di un tempo, da molti anni scrive testi e poesie che raccoglie in libri e regala ai propri lettori. All’età di 79 anni si è imbattuto in un’avventura letteraria che mai nessuno sul territorio aveva pensato di compiere. L’elenco è completo: ci sono sia i tre vangeli sinottici di Matteo, Marco e Luca sia il vangelo di Giovanni.

«Scrivere è una passione che ho sin da giovane – ha affermato Lupo -. Sempre per il dialetto locale ho fatto una ricerca che poi è sfociata in un’opera dal titolo “Il libro delle storie e altri canti” in cui ho raccolto canti popolari, storie e poesie appartenenti alla tradizione casalina». Nonostante l’età Peppino Lupo non perde la speranza nel futuro. «Io ho sempre progetti – ha concluso l’autore -. Se la salute me lo permetterà, li porterò a termine».