Operazione “Red River”, di Feo: «Interventi del Noe servono a punire chi inquina»

Operazione “Red River”, di Feo: «Interventi del Noe servono a punire chi inquina»

Il Sindaco di Trinitapoli parla a seguito dell’inchiesta dei Carabinieri

«Siamo lieti delle operazioni dei Carabinieri del Noe nel nostro territorio e in particolare al confine con Margherita di Savoia. Cominciamo a far chiarezza su un dannosissimo malcostume che mortifica il territorio e che ora incomincia a trovare i primi colpevoli». Il sindaco Francesco di Feo commenta così l’iniziativa delle forze della Benemerita, che questa mattina hanno svelato vere e proprie discariche abusive nei pressi del Canale Cinquemetri ed in località Carmosina.

Attraverso indagini ingegneristiche, anche con droni, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carbinieri di Bari ha collaborato con la Polizia locale di Trinitapoli, l’Asl e l’Arpa della Bat, rinvenendo diverse centinaia di metri cubi di rifiuti speciali contaminati (anche pericoloso) di varia natura: legno, plastica, pneumatici, vetro, carrozzeria, lastre in amianto frantumate ai margini del canale. All’origine dell’inchiesta, la segnalazione di Legambiente sullo stato melmoso ed oleoso delle acque. «Nelle scorse settimane – ricorda di Feo – la nostra amministrazione in primis ha denunciato strani sversamenti abusivi nel canale Cinquemetri, dove confluiscono acque piovane e reflui provenienti dal locale depuratore».

Ai vertici del Consorzio di Bonifica Capitanata di Foggia e del Comune di Trinitapoli sono stati contestati rispettivamente reati di danneggiamento aggravato per rinvenimento di sostanze inquinanti in un corso d’acqua pubblico e deposito incontrollato e realizzazione di discarica abusiva di rifiuti speciali anche pericolosi. Altre volte si è imputato il fenomeno delle acque rosse allo scarico abusivo dei processi di cantine vitivinicole, fenomeno criminale accertato e demolito grazie all’operazione “Cinquemetri” del NOE nel 2012. «Si chiude una lunga vicenda, per quello accadeva sulle nostre terre e i nostri mari – continua il sindaco di Trinitapoli – . I Carabinieri oggi stanno facendo luce sui reali responsabili, che è chiaro che non sono né Trinitapoli né le cantine sociali, ma altri che venivano deliberatamente ad inquinare i nostri siti ed i nostri mari. Una volta per tutte, cominciamo a puntualizzare. Questa è una importante operazione deterrente a chi usa inquinare. Speriamo che i controlli continuino e stanino le responsabilità. Si è avviata la via della giustizia, ma serve lavoro delle amministrazioni e del Consorzio e dell’Acquedotto pugliese».