Canale Cinquemetri, Di Feo: «Comune custode giudiziario, ma non responsabile»

Canale Cinquemetri, Di Feo: «Comune custode giudiziario, ma non responsabile»

La nota con le precisazioni da parte del primo cittadino di Trinitapoli

Nessuna indagine, né responsabilità a carico del Comune di Trinitapoli, nell’ambito delle indagini sugli sversamenti abusivi ed inquinanti nel canale Cinquemetri: è quanto precisa il sindaco, Francesco di Feo, all’indomani di alcune non corrette interpretazioni del verbale dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, che hanno semplicemente affidato il condotto all’Ente, in custodia giudiziaria.

«Esprimo soddisfazione per il lavoro svolto dagli uomini del Noe, nei controlli del canale Cinquemetri – puntualizza il primo cittadino, che già ieri era intervenuto elogiando gli sforzi compiuti -. Giova precisare che quel rivolo è di proprietà demaniale, gestito dal Consorzio di Bonifica di Capitanata, a cui spetta l’onere della manutenzione. Corre l’obbligo della precisazione, per evitare equivoci, come quelli in cui sono caduti alcuni organi di stampa, che, interpretando erroneamente il verbale dei Carabinieri hanno individuato il funzionario del Comune di Trinitapoli, Vincenzo Pergola, tra i responsabili della situazione, mentre è semplicemente stato nominato dal Noe come custode giudiziario del canale, in questa fase di accertamenti».

Nessuna indagine a Pergola. Anzi, il Comune di Trinitapoli ha intercettato importanti finanziamenti per la pulizia di quel canale, l’ultimo a giugno, con interventi in buona parte già svolti ed in corso d’opera tutt’ora.

Il problema degli sversamenti inquinanti è di continua attualità, ma di Feo non demorde: «Le operazioni di controllo sono effettivamente difficoltose – fa sapere – per mancanza di uomini e mezzi, a fronte di un costante malcostume e di un territorio che si estende dai confini con Cerignola a quelli con Margherita di Savoia, Barletta ed Andria».

Facile strumentalizzare la situazione, per chi può cercare in ciò notorietà per fini propagandistici: gli interventi di pulizia e monitoraggio delle aree ci sono, ma se il malcostume persiste è necessario reiterare anche le soluzioni, con costi via via crescenti. «Nelle ultime settimane abbiamo verificato strani comportamenti da parte di ignoti – ricorda il sindaco – che abbiamo puntualmente denunciato, chiedendo di approfondire di quale natura fossero. Comune e Polizia locale hanno così iniziato a cooperare con le Forze dell’Ordine, per individuare e punire i responsabili, monitorando le numerose aziende di trasformazione operanti nei pressi del canale attenzionato, non riscontrando irregolarità di smaltimento. Occorre che ogni cittadino denunci appena ravvisato un comportamento scorretto nelle nostre campagne, così come serve e giova che tutti, maggioranza e opposizione, si provi a far fronte comune su questi temi, segnalando e contribuendo alle denunce».