Il copione è sempre lo stesso: Marrone attacca l’istituzione e la squadra di Feo col consigliere Anna Maria Tarantino si dissociano dalle accuse. Questa volta il bersaglio è stato il Prefetto della provincia Barletta-Andria-Trani, Clara Minerva, in un comizio tenuto dal pentastellato sui temi dei rifiuti e della sicurezza. «C’è stato un sequestro di persona e cos’è successo? Nulla. Hanno incendiato la casa e l’auto del sindaco, subito è arrivato il Prefetto a Trinitapoli». Le parole del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Francesco Marrone, sono chiare: è successo di tutto e di più ai cittadini, pure il sequestro lampo ai danni della moglie di un gioielliere, e non si è visto nulla di formale, hanno commesso degli atti incendiari (la villa al mare nella notte dello scorso 4 novembre e la Peugeot 208 nella notte dello scorso 26 gennaio) nei confronti del sindaco Francesco di Feo e il Prefetto si è mosso: «con tanto di auto blu, scorta e vestiti da matrimonio. Non solo. Minerva non va chiamata Prefetto ma Sua Eccellenza e quando la vedi, se possibile, fai la riverenza». La risposta congiunta dei colleghi consiglieri capigruppo è stata immediata in una nota scritta e a firma dei capigruppo della maggioranza e uno solo della minoranza, cioè Tarantino. Il Movimento dei Tre Cavalli non si è unito. «Esprimiamo solidarietà a Sua Eccellenza il Prefetto per il vilipendio subito a opera del Consigliere comunale di Trinitapoli Francesco Marrone. Il pentastellato si superava quando, nel suo pubblico libello, richiamando il Consiglio intercomunale tenuto a Trinitapoli irrideva Sua Eccellenza il Prefetto, ironizzando sul fatto che bisogna rivolgersi al rappresentante del Governo Territoriale con l’appellativo Eccellenza».

Oltre alle ironie in merito ad auto blu e riverenze, Marrone ha sottolineato un aspetto che è il più pesante. Lui ha affermato che: «il Prefetto non conosce la situazione del suo territorio». Sarebbe come dire che il rappresentante dello Stato nella Bat non sappia neanche dove mettere mano nulla porzione di Italia che è stata affidata sotto la sua responsabilità. «In seguito all’incendio della casa del sindaco – ha continuato il consigliere -, il Prefetto ha incontrato il primo cittadino, poi ha voluto salutare i consiglieri di minoranza. Ha esordito dicendo che Trinitapoli non avesse un problema di criminalità. Io le ho chiesto dove vivesse, visto le rapine e i furti successi in quel periodo. Non mi è stata data risposta. Stesso scenario in seguito all’incendio dell’auto del sindaco. È stato convocato un Consiglio intercomunale fra le città di Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia e il presidente non mi ha lasciato parlare». Insomma Marrone ha dichiarato di essere stato bloccato dalla: «Laura Boldrini del Basso Tavoliere» cioè Nicoletta Ortix, presidente del Consiglio comunale di Trinitapoli e presidente del Consiglio intercomunale durante la seduta dello scorso 24 marzo all’auditorium dell’Assunta, che non gli ha permesso di dire ciò che voleva. «Ho proposto ai colleghi consiglieri – ha concluso Marrone – di scrivere una lettera al Ministero dell’interno per chiedere un nuovo Prefetto, perché se quello attuale ha afferma che non c’è un problema criminalità a Trinitapoli, vuol dire che è un Prefetto incompetente. Invece noi abbiamo scelto di riunire 48 consiglieri comunali e 3 sindaci – Francesco di Feo, Michele Lamacchia e Paolo Marrano – per scrivere la lettera di Babbo Natale al Prefetto in carica. Così non cambierà nulla». Questo accade 22 giorni dopo il post facebook scritto sempre da Marrone in cui ha definito: «prostitute della politica casalina» tre componenti del Partito Democratico: il consigliere Tarantino, il segretario di circolo Maria Andriano e la tesserata Filomena Bruno in viaggio a Roma in seguito alla rielezione di Matteo Renzi alla segreteria nazionale del PD. «I capigruppo consiliari prendono le distanze da questo modo di fare politica – hanno chiuso – e auspicano che le Forze dell’Ordine e gli organismi competenti possano adottare quanto in loro potere perché sia resa giustizia e venga restituito decoro e onore alle Istituzioni. Si auspica che lo stesso Movimento 5 Stelle prenda le distanze dal suo Consigliere comunale che, negli ultimi tempi, sta divenendo un campione dell’offesa e dell’ingiuria».