I resti dell’antica città medievale di Salpi sono emersi nell’ultima campagna di scavi, curata dall’università di Foggia e la McGill University di Montreal, alla periferia di Trinitapoli. Inizialmente erano venuti alla luce i resti dell’insediamento romano di Salapia, posizionato verso la laguna. «Salpi ha una storia molto lunga – ha commentato il direttore degli scavi e docente Roberto Goffredo – finora ricostruita solo da documenti e fonti letterarie. Nel dettaglio abbiamo portato alla luce una delle aree prossime alle mura, probabilmente in direzione delle porte della città, con una strada pubblica che è stata rifatta più volte e che si raccorda con percorsi secondari. A ridosso ci sono i resti di altri spazi riconducibili ad abitazioni. È stato interessante scoprire, oltre alla qualità e allo stato di conservazione delle murature, la presenza di materiale di reimpiego che probabilmente proviene dall’insediamento romano di Salapia, poco distante, che fungeva da cava. La città è stata abbandonata nel XIV° d.C., età Angioina, a causa della malaria».

«Dopo tante settimane di lavoro – ha commentato la docente Daria Entoten – sono emersi pezzi di pavimenti e un pozzo riempito coi rifiuti di quel tempo: ceramica rotta e ossa di animali di diverse specie, dati che ci stanno permettendo di capire come vivevano le popolazioni di quel tempo e i rapporti commerciali che avevano intessuto. Se si dovesse scavare ancora probabilmente troveremmo resti di Salapia sotto le rovine di Salpi».