«I segni del degrado civile e sociale sono molti. Onestamente, ci sono responsabilità individuali ma anche condizioni esterne che, piuttosto che frenare tale declino, lo hanno favorito. Un mutamento radicale è quello che ci chiedono i tanti cittadini -stufi ed avviliti- da un dibattito politico spesso sterile e ancor più spesso connotato da toni grevi che inquietano ed allontanano da quello che, invece, è un dovere di tutti: prendersi cura della propria casa comune. Abbiamo assoluto bisogno di creare le condizioni politiche e culturali per “richiamare” sulla scena pubblica tutte le componenti sane della città: le associazioni, le parrocchie, i professionisti, gli operatori culturali e del volontariato, i tanti giovani uomini e donne a cui deve essere data la possibilità di progettare la comunità del futuro in cui vivere e magari mettere al mondo i propri figli e non solo organizzare il trasferimento in un altrove di possibilità». Interviene così, in una nota, Pietro Luce, segretario cittadino del Partito Democratico di Trinitapoli.

«Uno degli ultimi segni in ordine di tempo dell’assoluta urgenza di voltare pagina è stato il drammatico appello dei presbiteri della città in occasione dell’ennesimo fatto di sangue che ha colpito Trinitapoli. Come, infatti, non condividere e fare nostro il “grido di una comunità ferita” levato dai sacerdoti di Trinitapoli ed il loro invito a tutti e quindi, in primo luogo alla politica, a ridarsi “come comunità cittadina un rinnovato slancio di dignità e di onestà, di pace e di speranza, per continuare ad essere cittadini capaci di costruire responsabilmente nella lealtà e nella giustizia una città vivibile per tutti”.

L’immagine che affiora alla mente, immediata, quando si parla di politica è quella di un segmento che ha due estremi, uno a destra ed uno a sinistra, dai diversi colori capaci di suscitare affinità o avversione perché nello scorrere da un estremo all’altro di questo segmento la narrazione della politica cambia, cambiano i valori, cambiano gli obiettivi e gli interessi che si intendono tutelare, cambia l’ideologia.

Tuttavia questa immagine, che nella sua semplicità richiama un ordine o una bussola con la quale orientarsi nelle vicende della vita e in particolare della vita collettiva, non è più sufficiente a rappresentare compiutamente la politica a Trinitapoli. Perché? C’è uno spaventoso degrado nella politica locale, in quanto rappresentata da una infinita lotta tra gruppi di potere fine a sé stessa nella quale i valori si perdono, gli obiettivi si confondono, le ideologie tramontano. E allora, per tornare alla suggestione della figura geometrica, il segmento non è più utile a rappresentare graficamente la politica della nostra epoca. Occorre utilizzare una nuova figura. Ce ne vuole una che, almeno per un periodo, racchiuda un’area, un insieme che abbia sì un contorno definito, ma che racchiuda un unico spazio condiviso: 𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒄𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒄𝒊𝒗𝒊𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒗𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒕𝒓𝒂 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆. Il più semplice e basilare dei valori di una comunità che rifiuti ogni forma di imbarbarimento.

Uno spazio largo, al di là delle formule della politica tradizionale che definiamo destra, sinistra, centro e che conservano un compiuto significato solo sullo scacchiere della politica nazionale, ma che riportate a livello locale perdono quasi totalmente significato, diventando sovente formule vuote e stereotipate all’ombra delle quali soddisfare privati interessi, consumando infiniti rancori personali.

A nostro avviso si deve partire da qui, da questo semplice valore 𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 e, se vogliamo, anche 𝗲𝘀𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 per mettere insieme tutte le persone di buona volontà che ambiscano, prima di ogni altra cosa, a contribuire alla crescita di una comunità, la nostra comunità cittadina. La parola magica per fare questa conversione laica è 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗼. Difficile a farsi si dirà. È vero. Davanti a noi c’è uno sforzo notevole che però si può e si deve fare. Perché abbia successo questo progetto occorre mettere da parte egoismi e velleità, le persone chiamate ad operare in prima linea vengono dopo le idee o i progetti. E si scelgono democraticamente attraverso lo strumento delle primarie. Solo così si mettono le basi per creare un insieme forte e vincente.

Il Pd di Trinitapoli vuole contribuire a creare un campo politico ampio, accomunato dalla volontà di garantire l’unità morale e il perseguimento del bene collettivo. Condividere la responsabilità del proprio territorio in uno spazio sociale costruito 𝘀𝘂𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗼, 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗴𝗼𝗿𝗲, 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Non è più tempo di ardite operazioni di arrembaggio alla conquista della città fondate su personali interessi o il narcisismo di qualcuno. Si offra ai trinitapolesi, esausti dalla brutalità che ha caratterizzato gli ultimi anni, la possibilità di unirsi in un nuovo inizio carico di speranza».