Sono sette gli articoli della Costituzione modificati dalla riforma della Giustizia sui quali gli italiani saranno chiamati ad esprimersi il 22 e 23 marzo con un referendum confermativo senza quorum. A Trinitapoli le ragioni del “sì” e del “no” hanno tenuto banco in un appassionato dibattito tra parlamentari e giuristi, al quale ha preso parte anche l’ex deputato 5 Stelle, opinionista e scrittore, Alessandro Di Battista, fortemente critico verso la propaganda governativa e il tentativo – a suo dire – di assoggettare la magistratura al potere esecutivo.

Una riforma necessaria – secondo i sostenitori del “sì” – per scardinare il sistema delle correnti nella magistratura e garantire ai cittadini un giudice realmente imparziale.

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